sabato 14 gennaio 2012


Dedico a tutti questa filastrocca che è la sintesi della filosofia
e delle scelte di vita che mi hanno procurato una ricchezza da condividere.

I verbi ausiliari

Il verbo avere un giorno decise di scioperare,
convinto che non spettasse a lui fare l’ausiliare.

Non devo più abbassarmi a servire
e sfido chiunque abbia da ridire!

Sono ricco e quindi onnipotente
in ogni tempo che mi viene in mente!”

-disse- ripassando il modo indicativo.
Di niente invero fui, sono e sarò privo.

Io ebbi…Io avevo… Io ho… Io avrò…

e sottomesso agli altri proprio non ci sto!”

Ma passato al modo congiuntivo
cessò di essere giulivo.

E pessimo divenne l’umore generale

quando ripeté il condizionale.

Al gerundio e al participio passato
non si rassegnò ad essere liquidato.

Inutilmente provò a fare un estremo tentativo
con un atto di forza, con un imperativo.

E rimasto solo, davanti all’infinito,
comprese di essere un fallito.

Ma, giusto in quel momento, gli apparve l’essere,
il verbo , a cui si aggrappò senza esitare,

il verbo che è sempre pronto ad aiutare,
perché ha vera, piena, eterna passione ausiliare.

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